ABCdiario, parole che vale la pena di usare (almeno una volta nella vita)

E così stavi cercando informazioni su ABCdiario

Luglio 12, 2009 · Lascia un Commento

ABCdiario

Bene, sei arrivato nel posto giusto. Da dove cominciamo? Uhm. Dal titolo! Forse ti stai chiedendo, ma che titolo è ABCdiario? Che poi lo ammetto anch’io che non è che rimanga molto impresso come titolo. Ma ormai è un anno che questo libro è uscito e il titolo non si cambia. Anche perché a me piace. Mi ricorda l’abbecedario di Pinocchio. Te lo ricordi l’abbecedario nel libro di Carlo Collodi? Geppetto togliendosi il pane dalla bocca compera a Pinocchio un abbecedario e per tutta risposta Pinocchio se lo rivende per andare a vedere uno spettacolo di burattini.

Il tema di ABCdiario è “ma come parlano i ragazzi e le ragazze che rientrano nella fascia d’età tra i quattordici e i venticinque anni?” ABCdiario è un libro del 2006-2007 e, al tempo, l’argomento mi interessava molto perché all’università ho avuto l’occasione di dare qualche esame di linguistica e per la prima volta mi sono soffermato a riflettere sul fatto che esiste una differenza non solo tra lingua parlata e lingua scritta, ma anche tra lingua parlata da un adulto e lingua parlata da un “giovane” (mi scuso per l’uso di questo termine, lo faccio solo per capirci). Anzi, la differenza è così marcata che alcune parole della lingua dei giovani (mi scuso ancora, e da ora do le scuse per sottintese), nemmeno esistono nel vocabolario degli adulti.

Dopo aver riflettutto a lungo, insieme ad alcuni amici, c’è venuta voglia per scherzo di mettere insieme un dizionario di parole che di solito non si trovano in un dizionario. Lemmi come vaccagigi o ziobilly ecc. ecc. In altre parole ci siamo messi a fare una ricerca linguistica sul lessico in uso tra i nostri compagni all’università di Verona. All’inizio era un po’ un gioco, anche per prendere in giro la seriosità delle lezioni accademiche. Poi ci siamo appassionati e ci siamo messi a fare le cose seriamente, con i tipici strumenti della linguistica. Ci segnavamo in ordine alfabetico tutte le parole che non capivamo e andavamo nei tipici luoghi dove si fanno le ricerche linguistiche sui giovani, cioè i bar, i concerti, alle selezioni del Grande Fratello, in un centro commerciale, in posti così siamo andati a intervistare, e, registratore vocale alla mano, sottoponevamo a chi voleva la lista di parole, e chiedevamo loro di dirci se sapevano il significato di qualcuna di quelle e, nel qual caso, di dircelo. La gente, oltre a dirci il significato delle parole che conosceva, a volte ce ne suggeriva di nuove. E non solo. Sarà l’effetto degli aperitivi, sarà l’effetto Saranno Famosi che a volte ha un registratore vocale quando lo punti di fronte ad una persona, ad un certo punto la gente ha cominciato a raccontarci fatti che con un vocabolario c’entrano e non c’entrano.

Il tipo di cose che ci raccontava non è facile da definire. Coattume? Epica Giovanile? Non è facile soprattutto perché sono racconti che pur corrispondendo in modo molto preciso alla realtà dei fatti tendono a cadere sotto la falce della censura morale dei Geppetti Italiani. Tutti ci siamo ubriacati da adolescenti in una situazione o nell’altra. Tutti tranne la redazione di Studio Aperto, pare, che quando ha un buco libero in scaletta non esita a lanciare l’allarme Giovani Ubriachi Tossicodipendenti. Per questione di brevità cito dall’introduzione di Scrostati gaggio, dizionario storico dei linguaggi giovanili, di Renzo Ambrogio e Giovanni Casalegno, quando si parla dei temi emergenti da una indagine scolastica sull’uso della lingua presso gli studenti di una scuola superiore di Cesenatico.

La scuola, la gergalità connessa alle droghe, soprattutto leggere, e all’alcol e ai relativi effetti, i termini per definire le persone con difetti fisici o dalle palesi incapacità, o viceversa quelli per indicare individui positivi, il sesso (con un’ottica soprattutto maschile [...]) e l’innamoramento, la coprolalia, i termini alludenti al rubare e le motociclette con relative implicazioni (velocità e cadute)* .

Be’, in effetti, questi sono anche i temi emersi dalle registrazioni vocali che abbiamo condotto noi per circa un annetto, dal 2006 al 2007, in area principalmente nordestina. Abbiamo sbobinato tutto e abbiamo aperto un sito. Il sito si chiama bruttastoria.it ed è un dizionario di linguaggi giovanili aperto a tutti, cui si può partecipare segnalando lemmi o inviando definizioni, una cosa tipo Urban Dictionary se lo conoscete. Da una parte su questo sito abbiamo postato le definizioni e gli esempi d’uso che abbiamo raccolto. Dall’altra ci restavano queste ore di sbobinature, l’epica giovanile, il coattume, che con la linguistica c’entrano e non c’entrano. E cosa ci facciamo, ci siamo chiesti, con queste ore di sbobinature che c’entrano e non c’entrano con la linguistica? Perché non ci facciamo un libro, ci siamo detti. Ed è così che è nato ABCdiario, che è un po’ un abbecedario, solo che a scriverlo pare essere stato Pinocchio a beneficio di altri Pinocchi.

*[cit. dall'introduzione di Scrostati gaggio! Dizionario storico dei linguaggi giovanili, di Renzo Ambrogio-Giovanni Casalegno, Torino UTET, 2004, pag. XXIII]

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